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CURA DELL'UVA E
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VINOTERAPIA |
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di Giovanna Cusenza |
La
cura dell’uva o l’ampeloterapia, dal greco “ampelos”, vite, metodo di cura
noto sin dall’antichità, è tornato in auge: l’uva, per le sue proprietà
disinfettanti, disintossicanti e depurative è un alimento sano e naturale,
adatto a chiunque voglia approfittare dell’autunno per disintossicarsi e
depurarsi. Particolarmente ricca di zuccheri facilmente assimilabili, il
frutto contiene molte vitamine, acidi organici, sali minerali, ed altri
elementi che agiscono da ricostituente del sistema nervoso, proteggono la
pelle ed i capelli, aiutano i processi digestivi ed il transito intestinale.
La cura dell’uva consiste
nell’alimentarsi principalmente di chicchi d’uva bianca o ne ra,
raccolti freschi ogni giorno, ben lavati e ben masticati ad uno ad uno perché
è proprio sotto la buccia che le vitamine e i sali minerali sono concentrati.
Può essere consumata anche sotto forma di succo di uva fresco ed è prevista
una quantità di assunzione giornaliera che aumenta gradualmente fino a
raggiungere i 3 Kg. al giorno nel giro di una settimana, da prendere,
suddivisi tra la mattina e la sera, prima dei pasti. Alla fine, dato che l’uva
ha un alto potere saziante, è consigliata una breve passeggiata.
Questo frutto utilizzato come farmaco biologico, può presentare, come tutti i
veri farmaci, delle controindicazioni. Perciò, se si vuole iniziare una cura
dell’uva prolungata bisogna consigliarsi col proprio medico per valutarne la
prescrizione. Nei
casi
in cui si soffre di patologie come il diabete, la colite e l’ulcera gastrica,
caratterizzata da aumento delle secrezioni acide, la cura è sconsigliata, dato
che si tratta di una terapia molto energica e risolutiva. Lo scopo della cura
è quello di “pulire”, depurare l’intestino e il fegato, grazie alle proprietà
diuretiche e lassative del frutto, e può risultare una sana abitudine per
affrontare la stagione invernale in buona salute.
In alcune zone
dell’Italia del Nord esistono strutture che, nel periodo della vendemmia,
danno ai loro ospiti la possibilità di provare la nota “cura dell’uva”,
mettendo a disposizione durante i pasti principali da loro offerti, dell’uva
appena raccolta o del succo d’uva fresco.
L’uva
non è buona solo per il palato, ma è anche utilizzata per la pelle del viso e del corpo,
come terapia di bellezza, ingrediente principale di creme, oli, maschere.
Secondo le ultime scoperte, i preziosi componenti, i polifenoli, racchiusi in
ogni chicco del frutto con le loro proprietà antiossidanti sono in grado di
prevenire e combattere gli inestetismi della pelle, causati dall’ossidazione.
Ecco il perché del suo utilizzo in terapie antietà. Questa è la “vinoterapia”,
ultima scoperta dell’estetica, una vera e propria rivoluzione: una serie di
trattamenti e immersioni nel vino che ringiovaniscono, aiutano a rilassare e a
idratare la pelle. La vinoterapia nasce in Francia, dove, una donna, figlia di
proprietari di prestigiosi vigneti ebbe l’intuizione di utilizzare in chiave
enologica i principi della balneoterapia e della talassoterapia. Costruisce,
così, centri di benessere e bellezza immersi nel verde dei vigneti, nei quali
si sfruttano le virtù dei bagni termali, con sorgenti naturali di acque calde,
unendole alle doti riconosciute del vino. In questi luoghi si effettuano:
massaggi di vino caldo ed estratti di vinaccioli d’uva micronizzati,
massaggi
con olio di vinaccioli, impacchi, maschere e peeling per il viso. Uno dei
trattamenti che va per la maggiore, è il “bagno nel barile di vino”,
l’immersione in una vasca piena di bollicine, acqua calda ricca di ferro,
estratti di chicchi d’uva, mosto ed oli biologici. L’efficacia di tali
trattamenti ha portato alla vinoterapia numerosi seguaci, primi fra tutti,
Vip e bellezze ricche e famose, pazze per la novità.
Anche nella nostra
Italia, sono sorti, in ambienti già coltivati a vigneti, centri di estetica
dove, per chi vuole rigenerare il corpo e la mente in allegria, il vino la fa
da padrone.
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