OLIO ED OLIVO NELLA RELIGIONE


A Gerusalemme L'olio nell'antica Palestina era l'olio di oliva, come era del resto nella gran parte del mondo antico.
L'Antico Testamento e le altre fonti ad esso contemporanee non dicono nulla dei sistemi usati per l'estrazione dell'olio: la pressa e il frantoio non appaiono prima dell'età ellenistica. E' probabile che prima della loro introduzione si usassero metodi primitivi: il termine ebraico che indica il procedimento è "pigiatura", espressione che indica anche la spremitura dell'uva, che era eseguita con i piedi; forse la parola indica semplicemente frantumazione.

Haifa Forse essa era eseguita premendo una grossa pietra sulla massa delle olive con le mani e con il proprio peso.
Presso le città palestinesi si trovano spesso cavità a forma di coppa nella roccia, ampliate naturalmente o artificialmente, e non si esclude che fossero i recipienti in cui veniva raccolto l'olio: una scanalatura incisa permetteva all'olio di scorrere da queste cavità nei contenitori. Le presse e i frantoi per olive usati nell'età ellenistica ponevano sulla massa delle olive grandi pietre, con l'aiuto di pesi e leve.

Il frantoio era una pietra rotante che girava in una conca circolare: la rotazione veniva fatta per mezzo di uomini o animali. Per la distribuzione in commercio l' olio veniva messo in grandi giare, mentre il contenitore domestico abituale era una piccola anfora o una ampolla (1 Sm 10,1; Re 17,12 s; 2 Re 4,2; 9,1; Mt 25,4).
Gli usi dell'olio erano diversi. Si trattava di un apprezzato prodotto della terra, spesso ricordato nelle enumerazioni dei prodotti della Palestina (Dt 7,13; 11, 14; 33, 24; 2 Re 18,32; Gr 31,11). Si dice che le parole di un uomo sono "più soavi dell'olio" (Sl 55,22), e il nome dell'amato viene paragonato a olio prezioso (Ct 1,3).
Come condimento, l'olio era una parte molto importante dell'alimentazione (Dt 32,13; Gdc 9,9; Ez16,13; Os 2,7); inoltre esso rende splendido il volto (Sl 104,15). Era pure un medicinale, veniva usato per ungere le ferite (Is 1,6; Lc 10,34). Era usato come unguento rinfrescante (Dt 28,40; 2 Cro 28,15; Mi 6,15), specialmente dopo un bagno (2 Sm 12,20; Ru 3,3). L'uso dell'unguento era segno di gioia e di bellezza nelle feste, e veniva tralasciato durante il digiuno e il lutto (Mt 6,17). L'olio era una componente fondamentale nelle misture di profumi, come la mirra e il nardo. Era anche un unguento per le cerimonie.

L'olio di oliva era il combustibile abituale per la lampada: sorprende il fatto che il suo uso per l'illuminazione domestica sia ricordato solo in relazione alla lampada del santuario (Es 27,20; Lv 24,2). L'olio era un prodotto importante che veniva esportato dalla Palestina (1 Re 5,25; 2 Cro 2,14; Esd 3,7; Ez 27,17; Os 12,2).

MONTE DEGLI OLIVI
La principale sommità est di Gerusalemme, da cui è separata del Cedron. La vetta supera di circa 75 metri la terrazza della cupola della Rocca. Il monte estende le sue cime a nord: questa elevazione è chiamata monte Scopus. IL nome indica il numero degli olivi che nei tempi antichi crescevano sulle sue pendici: oggi sulla collina si trovano pochi olivi. Nell'Antico Testamento il monte è ricordato solo in 2 Sm 15,30; Zc 14,4 e senza nome in Ez 11,23; è invece ricordato molto più spesso nel Nuovo Testamento.

Sulla pendice a est, dalla parte opposta a Gerusalemme, si trovano i villaggi di Bethfage e Betania.
Il Gethsmani è situato sul versante ovest, ai piedi del monte, poco distante da Gerusalemme. L'entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme ebbe inizio dal Monte degli Olivi (Mt 21,1 ss; Mc 11,1 ss; Lc 19,28 ss). In Mt 24,3; Mc 13,3 è il luogo del discorso escatologico. Fu anche il luogo dell'agonia e dell'arresto di Gesù (Mt 26,30 ss; Mc 4,26 ss; Lc 22,39 ss) e della sua ascensione (At 1,12).

L'OLIVO
L'albero dell'olivo è una pianta sempre verde, comune nell'intero bacino mediterraneo, ed è la pianta più diffusa in Palestina. La base dell'olivo è un tronco molto aggrovigliato; all'altezza di metri 1,80-2,10 esso si divede in 3-6 rami che si espandono in una chioma che raggiunge un'altezza che raggiunge un'altezza fra i 4,50 e i 10 metri.

L'albero ha una vita lunga che però viene spesso esagerata; gli alberi del Gethsmani non hanno duemila anni, come si dice ai turisti, ma solo cinquecento anni. L'olivo è selvatico, ma se si vuole ottenere la sua piena fertilità deve essere coltivato. Le foglie sono grigiastro-verdi, lunghe e sottili, e generalmente non fanno molta ombra. I suoi fiori di un giallo pallido, sbocciano in maggio. Un albero che ha raggiunto la piena maturità produce poco meno di mezzo quintale di olive all'anno.
L'olivo era molto apprezzato (Dt 8,8; 2 Re 18,32; Agg 2,19).Nella parabola di Yotan è l'albero più onorato di tutti (Gdc 9,8).

Israele risorto sarà bello come l'olivo (Os 14,6). L'olivo sopravvive al diluvio (Gn 8,11): il folkrore ebraico non concepisce un'epoca della terra in cui non sia coltivato l'olivo. Questo carattere non appare nel mito mesopotamico: l'olivo non cresce non cresce in Mesopotamia. Asher è benedetto per la sua abbondanza di olio (Dt 33,24): l'olivo cresce con più abbondanza nella Galilea che nelle altre parti della Palestina. La coltivazione dell'olio esige l'innesto di un ramo dell'albero coltivato nel tronco di un olivo selvatico; l'innesto era praticato anche ai tempi dell'Antico Testamento, ma l'Antico Testamento non distingue tra l'olivo selvatico e quello coltivato. Il paragone di Ro 11,17 rovescia il processo normale, parlando dell'innesto dell'olivo selvatico su quello coltivato; il rovesciamento è senza dubbio intenzionale: intende dimostrare il carattere paradossale della volontà di Dio di salvare i Gentili, permettendo che gli Ebrei rifiutino la sua salvezza.
In Palestina la raccolta delle olive si fa in ottobre; il frutto viene battuto sugli alberi con le mani o con pertiche e quindi viene raccolto da terra (Dt 24,20). Nella Bibbia non si parla di mangiare le olive; sembra che l'olivo venisse coltivato solo per farne l'olio.

 

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