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SULLA VIA DEL MARE I S O LA di M O Z I A (oggi denominata San Pantaleo) di Giovanna Cusenza
Nel Medievo fu abitata per qualche tempo da una comunità di monaci Gesuiti, ma è alla fine dell’800 che l’isola fu acquistata da Giuseppe Whitaker, erede di una importante famiglia di industriali inglesi che si trasferì in Sicilia per ragioni commerciali, e, a partire dal 1906, iniziò gli scavi archeologici nell’ormai sua proprietà. Alla sua morte, la sua opera fu continuata dalle figlie fino alla creazione, nel 1971, di un istituto che si rendesse garante della conservazione dei lavori fino ad allora eseguiti: la fondazione Whitaker.
Appena sbarcati dal traghetto, un sentiero fiancheggiato da agavi ci conduce alla bella abitazione ottocentesca dei Whitaker che adesso ospita il Museo Archeologico dove sono conservati i reperti più significativi degli scavi: oggetti in vetro e ceramica, monete, gioielli, pezzi architettonici e sculture, tra i quali si distingue, per la finezza della lavorazione, la statua in marmo nota come “il giovinetto di Mozia”, ritrovamento avvenuto nel 1979.
Mozia, insieme all’intero Stagnone, è stata dichiarata, sin dal 1984, Riserva Naturale dalla Regione Sicilia, quindi, proprio perché soggetta a triplice vincolo archeologico, ambientale e paesaggistico è rimasta sostanzialmente la stessa di un secolo fa, anche se ciò che la differenzia è la progressione degli scavi, portati avanti da staff di archeologi di scuola italiana e straniera che hanno riportato alla luce alcuni resti dell’antico abitato. Dal museo imbocchiamo un largo sentiero che porta alla “Casa dei Mosaici”, così chiamata per le due grandi pavimentazioni di ciottoli bianchi e neri che rappresentano figure mitologiche e scene di caccia; costeggiando per due chilometrici circa, troviamo il “cothon”, che è un primordiale bacino di carenaggio per piccole imbarcazioni. Alle spalle del museo è situata la “Casa delle Anfore”, denominata così per il gran numero di anfore che vi furono rinvenute. Una delle zone sacre emerse dagli scavi è la “necropoli”: una serie di pietre tombali e di urne; e l’altra è il “tophet”, che è un santuario a cielo aperto dove venivano deposti i vasi contenenti i resti dei sacrifici umani, dato che era una pratica diffusa l’immolazione dei primogeniti maschi.
Nell’isola è stato rinvenuto anche un vasto complesso di costruzioni di varie epoche, chiamato “Cappiddazzu” (in dialetto significa “grande capello”), dove, tra le rovine, si riconoscono i resti di un edificio a tre navate che aveva probabilmente una funzione religiosa. Mozia possiede dal IV secolo a.C. una monumentale cinta muraria di 2500 metri. Delle quattro porte, di cui all’origine erano dotate le mura, oggi se ne possono ammirare soltanto due, una a nord e l’altra a sud.
Ormai il nostro giro sulle rovine di questa città si è concluso, sono bastate solamente un paio d’ore per visitarla, adesso si torna. E ci accorgiamo che anche i fondali della laguna sono interessanti: il fondo è ricoperto da orate e spigole, sogliole, triglie, ci sono anemoni e murex, dai quali anticamente si estraeva la porpora usata per tingere i tessuti; il paesaggio intorno è abbagliante: bianchi mucchi di sale, alcuni coperti di tegole ci si stagliano davanti; nei canali, celate dalle siepi di giunchi, ondeggiano alcune barche; più lontano si delineano le sagome dei mulini a vento, il tutto è immerso in una pace quasi irreale.
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ITINERARIO PROPOSTO: MARSALA – MULINI A VENTO - ISOLE DELLO STAGNONE - MOZIA Partenza per Marsala, visita di un’azienda vitivinicola dove avrà luogo la degustazione del famoso vino Marsala, proseguimento per il centro storico della cittadina, si visita in particolare il complesso monumentale di San Pietro, sede del museo risorgimentale-garibaldino e del museo civico, piazza della Repubblica e il Duomo. Degustazione di prodotti tipici: pane cunzatu, olive, caponata, dolci, pomodori secchi, ectr. Nel pomeriggio visita della meravigliosa laguna, dove ammireremo le Isole dello Stagnone con i Mulini al Vento e con i mucchi di Sale, visita del Museo del Sale. Possibilità di effettuare l’escursione facoltativa al sito archeologico dell’isola di Mothia (fenicio-punico) con visita libera o con guida turistica in loco. Per informazioni promo.media@libero.it
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