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LA "BARCA DEI SAPORI"
A
bordo e a tavola...
(dal sito di "Velisti per Caso")
....E' con grande piacere che vi parliamo di un'iniziativa molto originale,
che ha visto il connubio tra la passione per la vela e quella per la buona
cucina. L'idea è nata da un gruppo di quattro nostri amici ingegneri, tre
siciliani e un sardo, che sono salpati a bordo di
Beniamina, una VCAT38 di
11,20 metri, ribattezzata per l'occasione "Barca
dei sapori", e che hanno
circumnavigato la Sicilia, alla scoperta della tradizioni enogastronomiche
dell'isola. Ma rivediamo innanzi tutto la composizione dell'equipaggio:
Bruno Cavallaro, skipper e armatore, Tiziana Segreto, nostromo e tailer,
Adriano Melis, prodiere, Alessandro Rizzo, aiuto prodiere. I primi tre
sono ingegneri presso una ditta etnea di microelettronica, Alessandro è
ricercatore al Politecnico di Bari. I nostri navigatori sono partiti da
Catania per circumnavigare l'Isola in 17 giorni
Insieme a Beniamina hanno percorso oltre 500 miglia, sostando in alcuni
dei luoghi più significativi dal punto di vista enogastronomico: Giardini
Naxos, Messina, Salina, Capo d'Orlando, Cefalù, Ustica, San Vito Lo Capo,
Trapani, Marsala, Sciacca, San Leone, Portopalo e Siracusa.
In tutte queste località i nostri amici hanno potuto degustare moltissimi
prodotti tipici locali, dagli oli, ai vini, ai formaggi, ai salumi… Beati
loro! In questa loro iniziativa sono stati supportati da numerosi enti,
quali l' Associazione Italiana Sommelier, la Coldiretti, La Lega Navale
Italiana, l'Accademia Siciliana di Degustazione, le Sezioni Operative
dell'assessorato regionale all'Agricoltura.
Ecco nel dettaglio il loro gustosissimo itinerario: I nostri, partiti da
Catania, si sono fermati a Naxos, dove sono stati ospiti dell'azienda di
Maria Teresa Rizzo, nota per la produzione di limoncello, mandarinello,
bergamello, nonché per alcuni piatti a base di limone, in particolare
della varietà interdonato. La sosta successiva è stata Messina, dove i
quattro hanno incontrato il Presidente dell'Accademia Italiana di
Degustazione, quest'ultima nata nel 1997 per cercare di diffondere l'amore
per i prodotti tipici locali.
A Salina invece i nostri hanno visitato il vigneto del signor Caravaglio,
famoso per la produzione di malvasia. Da qui l'equipaggio è partito per
Capo D'Orlando, dove li aspettava sui Monti Nebrodi il signor Remo
Pintagro, produttore di salumi e conserve; particolare successo ha mietuto
il miele alle fragoline di bosco. A Cefalù è stato possibile invece
degustare il manneto, ricavato dalla manna, la linfa del frassino. A
questo punto i quattro velisti, accompagnati da decine e decine di delfini
che ne indicavano la rotta, si sono diretti a Ustica, per gustare le
famose lenticchie. In questo tragitto finalmente sono riusciti ad andare a
vela; qui infatti hanno trovato la prima vera bolina, con 6 nodi di
velocità e 14 nodi di vento. A questo punto hanno fatto rotta a San Vito
Lo Capo, dove il piatto tipico è il couscous, nato come pasto povero, e
ora piatto più diffuso al mondo. Tra l'altro a San Vito si celebra ogni
anno il Couscous Festival, rassegna internazionale che vede sfidarsi i
cuochi più famosi nella preparazione del couscous più prelibato. A Trapani
c'è stata la degustazione di olii e vini tipici. A Marsala l'equipaggio
della barca dei sapori ha fatto visita alle cantine Florio, dove si
produce il Marsala, per l'appunto.
A Sciacca i nostri sono stati ospiti dell'Azienda Settesoli, in cui si
trova il vigneto più grande d'Europa, ben 6500 ettari. Sempre a Sciacca è
stato possibile degustare l'olio del signor Vincenzo Perrone, che ha
creato il biceno, nato dalla miscela di tre varietà di oliva, il
biancolilla, il cerasola e il nocellara. Da qui i nostri amici sono
passati a Portopalo, dove hanno degustato vini della cantina Rudinì e
pesce, tonno in particolare. L'ultima tappa è stata Siracusa, famosa per
il suo Moscato, i cui vigneti sono coltivati in riva al mare. Da qui La
Barca Dei Sapori è proseguita per il definitivo approdo a Catania.
Secondo i protagonisti questa esperienza è stata molto positiva, perché ha
permesso loro di unire la passione per il mare e per la vela con quella
per i buoni piatti di una volta. In particolar modo hanno voluto dare voce
a una ricchissima cultura enograstronomica, quella siciliana, che coniuga
tradizione e innovazione: da un lato c'è la volontà di mantenere vivi gli
antichi sapori, dall'altro c'è l'utilizzo della moderna tecnologia per
rendere più efficace ed efficiente la produzione, sempre nel rispetto
dell'ambiente e della tradizione.
Luana Pizzinat
Redazione Velisti per Caso
www.velistipercaso.rai.it
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