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LE STRADE DEL VINO di Giovanna Cusenza
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Sono percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, lungo i quali insistono vigneti, cantine, enoteche, musei, aziende agricole singole o associate aperte al pubblico; costituiscono lo strumento attraverso il quale i territori vinicoli e le relative produzioni possono essere divulgati, commercializzati e fruiti in forma di offerta turistica: a legarli i valori naturali, culturali e ambientali di uno stesso territorio, o di territori relativi a più di un vino DOC o IGT. Le attività di ricezione e di ospitalità, compresa la degustazione dei prodotti aziendali e l’organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, svolte da aziende agricole nell’ambito delle “Strade del vino”, possono essere ricondotte alle attività agrituristiche. La Sicilia, per condizioni climatiche, temperatura mite, terre collinose, leggera brezza di mare e sole acceso, ricorda i territori della California e dell’Australia. Queste qualità risultano ideali e rendono la Sicilia l’isola del vino, infatti essa testimonia con i suoi vini la secolare vocazione vitivinicola che affonda le proprie radici già in età greca, allorché si diede origine a quel binomio, “Sicilia e vini”, ormai nota in tutto il mondo. In questa terra, i coloni greci, giunti a Naxos, furono i primi che si dedicarono in modo professionale alla produzione dei celebri vini siciliani. I Fenici, dal canto loro, audaci navigatori e mercanti di razza quali erano, fecero dei vini siciliani uno dei prodotti più importanti per gli scambi commerciali dell’ epoca.
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