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ITINERARI ARCHEOLOGICI
di Sergio Ciulla
Mozia
Sulla litoranea Trapani Marsala, in località Ettore Infersa , un servizio
giornaliero di barche effettua collegamenti con l'isola di Mozia, (oggi S.
Pantaleo) la più interessante, dal punto di vista storico archeologico, delle
isole dello Stagnone, piccolo miracolo naturale ed archeologico.
Fondata dai Fenici nell'VIII sec. a.C., divenne una delle più importanti basi
commerciali del Mediterraneo. Distrutta da Dionigi di Siracusa nel 397 a.C.,
Mozia non fu ricostruita e costituisce, pertanto, una rara testimonianza di
insediamento fenicio punico. Gli scavi effettuati nell'isola hanno portato
alla luce numerosi resti di grande interesse archeologico. Si possono visitare
i seguenti monumenti: la cinta muraria che circondava tutta l'isola (notevole
la porta nord), il santuario in località Cappiddazzu, la necropoli arcaica (VII
VI a.C.); il Tophet, luogo sacro dove avveniva il sacrificio dei bambini in
onore del Dio Baal, il Koton, forse un bacino di carenaggio per la riparazione
delle navi e la “casa dei mosaici” che conserva un artistico pavimento di
notevole effetto figurativo formato da ciottoli di fiume.
Nell'isola vi è il
Museo di Whitaker dove sono custoditi i reperti provenienti dagli scavi
effettuati sul posto.
Marsala
Ad
8 km. da Mozia si trova Marsala, la più importante base navale punica della
Sicilia. Quì si possono visitare i resti dell'antica cinta muraria e della
necropoli di età punica e, soprattutto, il più prezioso reperto
dell'archeologia marina: la nave punica del III sec. a.C. ritrovata in un
tratto di mare non lontano dalla costa.
Segesta
Situata nel territorio del comune di Calatafimi, sui fianchi del monte
Barbaro, Segesta fu la principale città della Sicilia occidentale abitata
dagli Elimi. Lottò per secoli contro Selinunte, impedendo l 'espandersi della
colonizzazione greca in questo territorio. Nell'alto Medioevo fu distrutta dai
Barbari. Si possono visitare: il Teatro Greco databile al IV III sec. a.C.,
uno tra i più integri dell'antichità; il magnifico Tempio Dorico, databile al
V sec. a.C., ritenuto da alcuni un tempio non finito e da altri un peristilio
all'interno del quale si svolgevano riti di culto elimo; l'interessantissimo
santuario, in contrada Mango, databile al VI V sec. a.C..
Selinunte Cave di Cusa
Nel territorio del comune di Castelvetrano, Selinunte è considerata, per
l'imponenza delle sue rovine, il complesso archeologico più importante del
Mediterraneo. Fondata nel VII sec. a.C. dai coloni di Megara Hiblaea, divenne
una delle più grandi città greche della Sicilia. Questa, distrutta dai
cartaginesi nel 409 a.C., conserva ancora oggi le maestose rovine: il gruppo
dei tre templi esterni all'Acropoli; l'Acropoli, su cui sorgeva l'antica città
e dove si scorgono le rovine di altri templi; l'antico santuario della Malò-pharos, divinità locale corrispondente alla Demetra dei greci e altre
necropoli in contrada Manicalunga.
La visita a Selinunte è strettamente connessa a quella delle suggestive “Cave
di Cusa” che distano circa 3 km. dal paese di Campobello di Mazara. Queste
cave, rimaste intatte, fornivano ai selinuntini il materiale per costruire gli
ultimi templi e in particolare per quello che si pensa dedicato a Zeus. |